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Gragnano, cittadina della provincia di Napoli, ai piedi dei Monti Lattari, da secoli è famosa in tutto il mondo per la produzione della pasta e del vino. Tuttora Gragnano viene considerata la città dell’oro bianco, la capitale della pasta e la patria dei maccheroni.
La fama della pasta di Gragnano è dovuta al clima umido e all’acqua oligominerale della Sorgente Forma e dell’Imbuto. Nella lussureggiante bellezza della Valle dei Mulini, andando verso il borgo di Castello, e quella del Piano a Caprile, si possono ammirare, ancora oggi, i numerosi vetusti e fatiscenti mulini a palmento di epoca romana fino all’inizio del ‘900. Documenti del 1400 testimoniano che alla macinazione del grano i mugnai iniziarono a produrre pasta artigianale e dal 1500 in poi si costruirono i primi pastifici, a conduzione familiare, da via Castellammare, attraverso P. Trivione e via S. Marco, fino alla Conceria, via Inseliciata, P. San Leone e Forchetelle. Ogni palazzo della città era un pastificio come si evince dal simbolo della Corporazione dei Vermicellari che sta sul portale. L’epoca d’oro per Gragnano è l’800 per le sue numerosissime maccheronerie.
Grazie alla passione , all’amore e al sudore dei nostri operai e delle famiglie Parlato, Garofalo, Liguori, Gentile, Di Martino, Di Nola, D’Apuzzo, Afeltra, Mariconda, Milo, Vicinanza, Sorvillo, Prota e tante altre la pasta di Gragnano viene esportata in tutto il mondo perché di odore e sapore inconfondibili, di qualità e pregio.
Famosa era pure la produzione di trafile delle Officine Santarpia e Liguori sia per i nostri pastifici sia per quelli italiani.
Con l’inventiva e con la fantasia i nostri avi hanno dato il nome a molti formati di pasta come Zita, Mafalde, Tripolini, Savoia, Mezzani, Mezzanelli, Manfredi ecc.. Vi è tutto un florilegio di racconti , anedddoti, fatti veramente accaduti su questi formati.
Durante i secoli hanno assaggiato la pasta di Gragnano Garibaldi, i Borboni, i Reali di Spagna del 1700, i Savoia, Ciano, il Duce, Lenin, Wagner e la moglie Camilla Von Bullow, Caruso, Rossini, Nietzsche, Totò, i De Filippo, i Kennedy, Lady Diana, Sophia Loren e tanti altri.
Musicisti, scrittori, poeti, filosofi hanno celebrato e decantato la pasta e il vino di Gragnano nelle loro opere.
C’è tutta una raccolta di etichette, foto, cartoline, poesie ( napoletane, italiane e straniere ) nonché documenti che testimoniano il nostro glorioso passato che è stato ripreso, da alcuni anni , da Cooperative , Consorzi e nuovi pastifici per celebrare ora e sempre l’apoteosi della nostra pasta.
Un “Semper ad majora” per le loro sorti e un grazie tante a tutti gli operai e proprietari d’ogni secolo che hanno dato e danno lustro e fama alla nostra città.
Va ricordato doverosamente l’ex sindaco Ferruccio Esposito che, nel settembre del 1953, organizzò la prima Sagra dei Maccheroni, ripresa in questi ultimi decenni dai sindaci che si sono succeduti.

A cura del prof. Carlo Del Gaudio
G.& C. srls
Via Santa Croce, 56
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